Massimo Gramellini sulla Stampa: “Ho paura di me” (ma non averne di un gay).
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Alcuni giorni fa, mi è capitato di imbattermi in un bellissimo articolo di Massimo Gramellini, apparso su La Stampa, nella sua rubrica "Buongiorno".
Titolo emblematico: "Ho paura di me".
Articolo che mi ha fatto riflettere molto.
Il giornalista affronta il tema, purtroppo sempre più subordinato e legato a doppia mandata, quasi come in una diabolica successione, dell' "AMORE-POSSESSO".
Sempre più spesso la cronaca racconta di AMORE che degenera in episodi di insensata violenza. Ma perchè non siamo più in grado di sopportare l'abbandono?
Forse, perchè riponiamo nei rapporti amorosi..smisurate aspettative o, forse, perchè immaginiamo ogni relazione attraverso esagerate proiezioni che ci allontanano dalla realtà.
Pare diventato insopportabile il DISTACCO.
L'essere abbadonati, lasciati e la conseguente incapacità di elaborare quel tipo di sentimento, spesso, sfocia in episodi di violenza estrema.
Esiste, però, un interessante punto di vista che ci terrei a sottolineare.
Attraverso la mia esperienza lavorativa al Delfino ho avuto modo di constatare che, nel mondo omosessuale, le dinamiche sono quasi sempre differenti.
Le statistiche avvalorano questa mia riflessione in merito: rarissimi i gesti di follia o violenza per amore.
Perchè?
Probabilmente perchè, nel mondo gay, non esiste un cosi 'forzato gioco di ruoli'.
L'uomo non deve apparire più forte a tutti i costi, e il confronto si sviluppa su piani molto più paralleli.
Certo, non intendo dire che non esista sofferenza per una storia d'amore che termina..ma, l'elaborazione del distacco, del lutto sentimentale, forse, viene vissuta in maniera più consapevole e naturale.
Trovo questo tipo di approccio molto più dignitoso ed anche utile a livello di crescita personale e credo anche varrebbe la pena prenderne spunto.
Non si smette mai di imparare...





